venerdì 23 maggio 2008

Alla scoperta del volontariato

I training con i ragazzi del Servizio Civile Nazionale...

In tre settimane, Tzveta e me siamo state ad incontrare sei diversi gruppi di volontari italiani per parlarli un po’ dello SVE, Servizio Volontariato Europeo, che facciamo qui da già quasi due mesi.

Nella provincia di Novara, e con Mara o i due Davide, siamo andati a vederli in un momento della loro formazione. Noi avevamo un’ora, l’ultima della giornata, per presentare lo SVE.
A l’inizio di questo progetto, Tzveta e me abbiamo riflesso alla maniera di cominciare il nostro intervento, e abbiamo pensato che, infatti, abbiamo molte cose comune, nel senso che facciamo tutti un volontariato, all’estero o no.

Avevamo sentito che forse incontreremo molte persone che fanno questo volontariato per i soldi, e perche non riescono a trovare un lavoro.
Certo, è vero per una parte dei volontari, anche forse una parte importante, ma ci sono anche altre motivazioni, idoneo al volontariato in generale, come la volontà di sentirsi utile, di aiutare gli altri, di fare una nuova e diversa esperienza, etc.

Dopo questi sei interventi, posso dire che sono soddisfatta del “risultato” generale. Infatti, ogni intervento era molto diverso, perche ogni gruppo era molto diverso. Siamo uscite a volte deluse, perche non avevamo avuto quasi nessuna domanda, nessuna partecipazione, nessuno interesse… Certi gruppi ci hanno giusto guardato, silenziosi, aspettando che finiamo.

Ma fortunatamente, nella maggior parte, abbiamo avuto dei scambi interessanti, e molto vivaci. Per me è stato particolarmente interessante perche ho scoperto delle differenze culturali che non immaginavo.

Per esempio, l’età dei giovani alla casa dei loro genitori. So che in Francia è più facile di andarsene perche abbiamo dei aiuti dello stato per pagare l’affitto, ma penso che è anche molto culturale di preferire stare alla casa con la sua famiglia, fino a tardi.
In Francia, so che il sogno della maggior parte dei ragazzi, dopo i 18 anni, è di vivere da solo, o con amici, per essere indipendenti. Certo, non possono vivere in grandi appartamenti ed avere la stessa vita che con i loro genitori, ma è più grande piacere di vivere da solo, “libero”.
Qui ho scoperto che, al contrario, è quando vive con la famiglia che un giovane si sente libero, perche non ha nessuna costrizione, perche può tenere i suoi soldi, perche ha tutti i pasti preparati, il bucato e la camera lavati… ma dai!! Per me è una concezione della vita stranissima!

Ma è questo che mi ha molto piaciuto perche questi training mi hanno permesso di conoscere meglio la vita “all’italiana”. Poi, mi ha fatto anche piacere perche penso che su tutti i ragazzi che abbiamo incontrato, alcuni pensarono allo SVE e forse anche lo faranno un giorno.
Questo è molto positivo per noi, perche era proprio il nostro obiettivo!
Di più, grazie a questi training, abbiamo incontrato un po’ di gente, e siamo invitate per esempio a una cena in pochi giorni!

Vai vai vai Italia...

Lucie

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